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Sgreccia 2017

INDAGINE SULLA QUALITA’ DI VITA CORRELATA ALLA SALUTE DELLA PERSONA TRAPIANTATA DI RENE

M. Sgreccia M., A. Sanchi  U.O. Nefrologia e Dialisi Azienda USL della Romagna AOO di Rimini

 

Introduzione
 
Il trapianto renale rappresenta il trattamento di elezione per la maggior parte dei pazienti affetti da insufficienza renale terminale. Offre una buona qualità di vita, un miglior stato di salute a lungo termine, il ripristino di una normale funzionalità re1nale e il ritorno per la maggior parte dei pazienti ad una vita socialmente produttiva  La qualità di vita correlata alla salute in un paziente che è stato sottoposto a trapianto renale, è quel parametro utilizzato per misurare il modo in cui lo stato di salute influisce sulla percezione che la persona ha della propria sfera fisica, psichica ed emotiva  Le misurazioni della qualità di vita correlata alla salute, possono essere usate in maniera indipendente o ad integrazione delle valutazioni cliniche tradizionali per definire l’impatto generale che la condizione di “trapiantato” sta esercitando sul suo stile di vita. I questionari costruiti con la finalità di valutare tale parametro, aiutano l’equipe di riferimento nell’identificazione dei settori maggiormente toccati da una malattia o condizione cronica.  Nella Azienda USL della Romagna, AOO di Rimini è presente un ambulatorio Trapianti Renali che funge da centro nefrologico afferente e si fa carico dell’aspetto gestionale, organizzativo, assistenziale a lungo termine del paziente trapiantato di rene. In questo ambulatorio sono seguiti 125 pazienti sottoposti a trapianto renale (dato rilevato al 31/05/2015). Presso questo ambulatorio, non è mai stata compiuta un’indagine relativa alla qualità di vita post-trapianto.

Metodologia
Obiettivi
 
Indagare la qualità di vita del paziente trapiantato di rene;  Costituire punto di partenza per valutazioni future;  Migliorare eventuali aspetti assistenziali che possano emergere dal questionario stesso.

Popolazione
 
Tutti i pazienti prevalenti dell’ambulatorio che si sono presentati al controllo dal 16 Marzo al 25 Aprile 2015: totale 85 pazienti.

Strumenti
 
Questionario SF36 modificato, al quale è stato aggiunta una appendice che indaga la qualità dell’assistenza ricevuta presso l’ambulatorio

Risultati
 
Il 75% dei pazienti, di età compresa tra i 20 e gli 85 anni, reputa la propria salute“buona”, “molto buona” ed “eccellente”.  In merito alla sfera fisica e alle ripercussioni che il trapianto renale comporta, mediamente il 77% dei pazienti intervistati afferma di non avere limitazioni, fatta eccezione per quelle attività che richiedono un notevole impegno fisico. L’80% dei pazienti afferma di non aver riscontrato problemi o difficoltà a causa del suo stato emotivo in associazione al trapianto renale, così come il 70% dei pazienti esprime una confortante assenza di dolore, e questo correla con un buon reinserimento lavorativo.  Degli 85 pazienti che sono stati sottoposti alla compilazione del questionario infatti, 36 hanno definito un po’/molto gravoso l’impegno di una regolare assunzione della terapia farmacologica; questo per le particolari modalità di assunzione e l’intrinseca necessità di una assunzione quotidiana per il resto della vita. Andando ad approfondire le motivazioni di queste risposte, è possibile capire le reali motivazioni dei diretti interessati. Coloro che ritengono infatti gravoso l’impegno di una regolare assunzione di farmaci, presentano in buona percentuale un’età anagrafica superiore ai 60, ed un numero di anni trascorsi dal trapianto pari o superiore ai 5 anni.

Conclusioni
 
Un trapianto di rene riuscito fornisce una prospettiva di vita più lunga, con importante riduzione delle morbidità; cosa difficilmente preventivabile per quei pazienti che si sottopongono a trattamenti dialitici (emodialisi o dialisi peritoneale). La possibilità di liberarsi dalle restrizioni intrinseche ai trattamenti dialitici, l’aumento, in termini di resistenza, delle abilità fisiche e le migliori opzioni di reinserimento sociale modificano notevolmente la qualità di vita. Il prezzo imposto da questo miglioramento è la necessità di sottoporsi costantemente alla terapia antirigetto e a controlli clinici ravvicinati.  Conoscere la percezione della persona trapiantata di rene rispetto a tutto ciò è importante per individuare possibili aree di miglioramento nella relazione e nella organizzazione del lavoro infermieristico.

Bibliografia Essenziale

  1. Trevitt R., Trapianto Renale. In: EDTNA/ERCA CKD Interest Group. Insufficienza Renale Cronica (stadio 4-5): Una guida per la pratica clinica. EDTNA/ERCA,2008 pag. 157-197
  2. Stratta P., Coppo R., Audit sulla qualità della vita nei pazienti in insufficienza renale cronica, dialisi e trapianto. Giornale Italiano di Nefrologia. 2008. Anno 25, n. S-41, pag. S45-S57
  3. Apolone G., Mingardi G., Misurare la qualità della vita correlata alla salute (QdVS) nel paziente uremico: una review dei concetti, dei metodi, degli strumenti disponibili, e dei risultati. Giornale Italiano di Nefrologia. 2005, Anno 22 n. 5 pag. 477-489
  4. Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano, “Qualità della vita e stato di salute, strumenti di valutazione”. Il questionario SF-36.
  5. Apolone G., Mosconi P., Quattrociocchi L., Questionario sullo stato di salute SF-12 Versione Italiana. Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano. 2005

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