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34 Congresso Nazionale 2016

APPROCCI DI DIAGNOSI E CURA

  • C’è una scienza per il nursing? Riflessioni sul chi essere, per sapere cosa e come fare. Dalle conoscenze generaliste a quelle specialiste
    Edoardo Manzoni (Milano)
  • Le competenze specialistiche nell’area nefrologica: la posizione ufficiale della Federazione IPASVI
    B. Mazzoleni
  • Formazione modulare universitaria: la proposta della FILIALE ITALIANA
    Marisa Pegoraro (Milano)
  • Il ruolo dell’Infermiere nelle Linee Guida ministeriali sul percorso MRC: la proposta di integrazione del Collegio IPASVI di Bologna
    Cinzia Fabbri (Bologna)
    La malattia renale in Italia, lo stato dell’arte
  • Le tendenze epidemiologiche dell’ultimo quinquennio. I dati del Registro Nazionale di Dialisi e Trapianto
    Aurelio Limido (Milano)
  • Il Servizio Sanitario Nazionale: la cosa più preziosa che abbiamo ma tante volte ce ne dimentichiamo
    Giuseppe Remuzzi (Bergamo)
  • Quali problemi per il paziente nefropatico, il punto di vista dell’ANED
    Valentina Paris, Presidente ANED
  • Il punto di vista dell’Industria
    Stefano Rimondi

Le diverse frontiere del trattamento dialitico

Sessione comunicazioni poster

Educazione e formazione

Accessi vascolari e gestione infezioni nella pratica clinica

Monitoraggio, iperidratazione e aspetti nutrizionali

Nuove frontiere nel trapianto del rene

 

Moderatori: Francesco Rossi (Firenze), Patrizia Galeotti (Viterbo)

 

  • La donazione da vivente: risultati nazionali Andrea Rizzo (Roma)
  • Percorsi educativi e strumenti di valutazione nel percorso per il trapianto Cristina Vesca (Udine)
  • Competenze nella gestione del percorso per l’inserimento e nel follow up Michela Cossettini (Udine)

 

Presentazione esperienze

 

  • La cartella infermieristica relativa al paziente candidato al trapianto di rene: l’esperienza del centro trapianti di Torino D. Curci, R. Dell'Olio, I. Appendino, L. Biancone (Torino)
  • 032 Il donatore e il trapianto renale: valutazione della qualità di vita dopo la donazione
    R. De Natale, D. Curci, L. Biancone, V. Dimonte (Torino)
  • Complicanze infettive nei trapianti di rene
    Marilù Bartiromo (Firenze)
  • 025 Un caso clinico di bacillo piocianeo
    M. Bartiromo, S. Bugianelli, F. Rossi, S. Rossi, E.E. Minetti (Firenze)
  • 027   La cartella infermieristica relativa al paziente candidato al trapianto di rene: l’esperienza del centro trapianti di Torino
    D. Curci, R. Dell'Olio, I. Appendino, L. Biancone (Torino)

SESSIONE EDUCATIVA AZIENDALE: FRESENIUS MEDICAL CARE
Trasformare le risorse empiriche in evidenza scientifica: La valutazione infermieristica del paziente in dialisi

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Nel contesto attuale, ci si trova di fronte al crescente numero di pazienti in dialisi che presentano specifiche necessità. Il concetto di continuità assistenziale, definita come il processo mediante il quale pazienti, medici ed infermieri cooperano attivamente nella gestione del percorso assistenziale, si estende al di là degli aspetti interpersonali dell’assistenza, fino ad essere intesa come il prolungarsi nel tempo della relazione medico-paziente-infermiere; tale visione non può prescindere da una valutazione della qualità e del rapporto costo/efficienza del servizio. Al fine di ottenere una valutazione multidimensionale del paziente in dialisi, è stato sviluppato uno strumento in grado di stadiarie i pazienti assistiti in base ai loro bisogni e la loro complessità. Questo strumento è il Nursing Patient Review (NPR). NPR si basa fondamentalmente su 5 “pilastri”:

  • Valutazione della mobilità del paziente (Indice di Barthel Modificato);
  • Valutazione del paziente nel periodo inter-dialitico;
  • Valutazione dell’accesso vascolare;
  • Monitoraggio del trattamento dialitico;
  • Probabilità di sopravvivenza ad un anno basato sul AaCCI e livelli di albumina.

I pazienti sono, pertanto valutati e studiati con un range da 1 a 5 dove NPR5 corrisponde al paziente più complesso e dotato di mobilità inferiore, mentre NPR1 corrisponde al paziente a bassa complessità ed alta mobilità/indipendenza. È necessario che ci sia la completa integrazione del gruppo che si occupa della valutazione multidisciplinare: infatti, se l’arricchimento informativo dato dal Nursing Patient Review richiede un maggiore dispendio in termini di attenzione necessaria per la valutazione, non è possibile pensare che tale dispendio sia aggravato dalla difficoltà dei membri del team di collaborare. Un valutazione olistica del paziente basata su evidenze scientifiche dovrebbe e deve essere integrata nei processi assistenziali infermieristici quotidiani.

Dialisi domiciliare passato e futuro

  • 045   La dialisi domiciliare negli anni 80
    P. Mazzacani (Milano)
  • 042   Emodialisi domiciliare: riprendere in mano la propria vita
    T. Miniscalco (Torino)
  • 014   Emodialisi domiciliare al CAL: un’altra alternativa di vita
    R. Paganini (Casalmaggiore, CR)
  • 044   Telemedicina: emodialisi domiciliare
    G. Carbone (Bari)

SESSIONE COMUNICAZIONI LIBERE

Comunicazioni Orali

COMUNICAZIONI POSTER / PRESENTAZIONE ORALE

  • 011   La percezione del malessere e del dolore correlati alla tipologia di assistenza ricevuta nel paziente dializzato
    N. Neagu, P. Rosetto Casel, M. Talaia (Torino)
  • 017   L'utilizzo della musica in emodialisi 
    V. Micheluzzi (Bologna)
  • 020   Riduzione dell’impatto ambientale: gestione multidisciplinare dei rifiuti speciali in un centro dialisi
    L. Trombia, D. Galli, M. Moretti, A. Pizzo, F. Pelliccia, M.T. Parisotto (Roma)
  • 028   Emodialisi quotidiana: strategie logistiche per l'abbattimento dei costi
    J. Bartoccini, V. Cannizzo (Perugia)
  • 031   Innovazioni tecnologiche in un centro di nefrologia e dialisi: ruolo del personale sanitario infermieristico e medico
    V. Liani, A. Melchiorre, E. Trabassi, M. R. Cacciagrano (Penne, PE)

La tecnica Energetica del Therapeutic Touch

  • Responsabile Scientifico:Francesco Burrai (Bologna)
  • Docente:                       Francesco Burrai (Bologna)
  • Tutors:                         Francesco Burrai (Bologna)
                                        Mariangela Mettifogo (Vicenza)
                                        Laura Bovi (Bologna)

Introduzione

Il Therapeutic Touch (TT), fu introdotto e sviluppato da Dolores Krieger, professore emerita di Nursing dell’Università di New York e da Dora Kunz bioenergetica agli inizi degli anni 70. Il TT può essere definito come quell’ insieme di tecniche e procedure che modulano il campo di energia dell’essere umano a scopo terapeutico. In base alla definizione originaria della Kreiger, il TT  permette “di indirizzare consapevolmente o modulare con sensibilità le energie umane”. Contrariamente al termine “touch” questa tecnica non prevede nessun tocco fisico della persona sotto trattamento con il TT, ma si basa sull’utilizzo consapevole e competente  della mani, per la gestione del campo di energia della persona. Un campo di energia è una dimensione che possiede un’estensione oltre il corpo fisico, non visibile, e che si manifesta nella realtà con attributi fisici, potendo essere in questo modo percepito dall’apparato sensoriale di un’ essere umano. Questo campo energetico, struttura e da forma ad ogni elemento della realtà fisica. Krieger e Kunz, utilizzando e sviluppando modelli energetici antichi, pongono quattro postulati su cui si basa l’azione del TT: a) gli esseri viventi sono sistemi energetici aperti; b) i sistemi energetici sono dotati di una simmetria bilaterale; c) la malattia è il prodotto di uno squilibrio nel campo energetico; d) l’uomo ha una capacità naturale di trasformare e trascendere la sua condizione esistenziale. Questo workshop introduce i professionisti nel mondo della bioenergetica in maniera scientifica e chiara, affrontando l’anatomia energetica, la fisiologia energetica, la psicologia energetica, nonché le metodologie base della percezione del campo di energia e dei centri di energia. Verranno esposte le evidenze scientifiche EBN ed EBM, ed esperienze di percezione dei campi di energia. Questa tecnica che presenta evidenze scientifiche, è un ottimo intervento olistico, il quale, oltre ad essere applicato e insegnato come strumento di self-care al paziente per diversi obiettivi assistenziali, tra i quali, il rilassamento, riduzione delle complicanze, migliore compliance, miglioramento di svariati parametri clinici, può essere applicato dal professionista anche al suo campo di energia, per il benessere e il miglioramento della sua qualità di vita.

  • Anatomia Energetica
  • La bioenergetica
  • Fisiologia Energetica
  • Psicologia Energetica
  • Le evidenze Scientifiche
  • Metodologia di percezione del campo di energia
  • Metodologia di percezione dei centri di energia
    Francesco Burrai
  • Le terapie complementari in nefrologia
  • La Tecnica Mente Corpo della Guided Omagery

Introduzione

La Guided Imagery è una potente tecnica di suggestione che utilizza le immagini mentali per influenzare in maniera positiva sia i contenuti mentali, come i pensieri e le emozioni, sia la fisiologia del corpo. L’immagine è il più potente mezzo di comunicazione mente-corpo, e la sua potenza è utilizzata da secoli dall’uomo per il suo benessere e per la guarigione. Le immagini mentali hanno potenti effetti sull’asse psicosomatico perché adottano il sistema principale del funzionamento mentale che è quello per immagini. L’immagine mentale è una forma di rappresentazione della realtà. Tale produzione di immagini può essere stimolata da auto-induzione o da compiti di immaginazione definita Guided Imagery. Le immagini mentali presentano contenuti cognitivi ed emotivi che innescano processi informativi sia a livello psichico che a livello biologico, influenzando non solo la fisiologia ma anche i contenuti della sfera psichica, attraverso il processo immaginativo suggestionante. Questo workshop introduce i professionisti nel mondo della Guided Imagery in maniera scientifica e chiara, affrontando la psicologia dei processi di suggestione, la comunicazione conscio-inconscio, i processi di visualizzazione, nonché le metodologie di applicazione delle Guided Imagery. Verranno esposte le evidenze scientifiche EBN ed EBM, ed esperienze di applicazione della Guided Imagery. Questa tecnica che presenta evidenze scientifiche, è un ottimo intervento olistico, il quale, oltre ad essere applicato e insegnato come strumento di self-care al paziente per diversi obiettivi assistenziali, tra i quali, il rilassamento, riduzione delle complicanze, migliore compliance, miglioramento di svariati parametri clinici, può essere applicato dal professionista anche alla sua dimensione mente corpo, per il benessere e il miglioramento della sua qualità di vita.

  • La Mente
  • Conscio e Inconscio
  • Psicologia e Neurologia delle Immagini Mentali
  • La Connessione Mente Corpo
  • Le evidenze Scientifiche
  • Tecniche di potenziamento mentale
  • Tecniche di induzione mente corpo
    Francesco Burrai

Presentazione esperienza

  • 008      L'assistenza olistica in nefrologia: innovazione e futuro

NURSING ECOGRAFICO NEL PAZIENTE RENALE. Focus sugli Accessi Vascolari

Responsabile Scientifico: Marisa Pegoraro (Milano)

Docenti e Tutors: Raffaella Beltrandi (Bologna), Mara Canzi (Pordenone), Fulvio Fiorini (Rovigo), Anna Grizzo (Pordenone), Roberto Lamorte (Milano), Marisa Pegoraro (Milano), Daniele Vezzali (Reggio Emilia)

  • Fisica degli ultrasuoni e loro utilizzo clinico
    Uso degli ultrasuoni in nefrologia
    Ultrasuoni e accessi vascolari
    Fulvio Fiorini
  • Panoramica dell’utilizzo dell’ecografia nell’infermieristica:
    Daniele Vezzali
  • L’ecografia della FAV, cosa cercare, cosa vedere, come fare: analisi in video proiezione di un esame ecografico in diretta, di  alcune vere FAV di pazienti in emodialisi
    Fulvio Fiorini
  • Le competenze specialistiche: la Referente degli Accessi vascolari: cosa, come e quando delle esperienze agite
    Raffaella Beltrandi, Mara Canzi
  • La FAV neo allestita, esame obiettivo, uso del  fonendoscopio. Uso del laccio, fissaggio ago/dislocazione, rimozione ago, uso premi fistola
  • Tecniche di venipuntura (area, B.H., scala corda) e loro variabili (pro e contro)
  • Uso dell’ecografo : acquisizione di manualità,  uso della sonda vascolare, procedure e tecnica di incannulazione di un vaso in eco guida.
    Mara Canzi, Daniele Vezzali, Anna Grizzo, Raffaella Beltrandi, Roberto Lamorte, Marisa Pegoraro

 

IL TRAINING IN DIALISI PERITONEALE: PASSATO, PRESENTE E FUTURO TRA STANDARDIZZAZIONE E PERSONALIZZAZIONE. MODELLI A CONFRONTO EMODIALISI VS DIALISI PERITONEALE

  • Responsabile Scientifico: Cinzia Fabbri (Bologna)
    Docenti e Tutors:Cinzia Fabbri (Bologna), Anna Dalprà (Trento), Luisa Giovannini (Trento), Edoardo Manzoni (Bergamo), Cristina Mechini (Siena), Francesco Miele (Trento), Rosa Pacifico (Bologna), Giuseppe Savino (Bologna)
  • IL PASSATO
    Lettura magistrale EPISTEMIOLOGICO “Come eravamo e com’era il nostro approccio al paziente” Edoardo Manzoni
  • L’evoluzione della dialisi peritoneale e della presa in carico in ambito nefrologico (facciamo il punto tra passato e presente) Luisa Giovannini, Anna Dalprà
  • IL PRESENTE Quali sono gli ingredienti per un buon training: troviamo le parole chiave

Suddivisione in 4 gruppi di lavoro ed esercitazioni con metodo Metaplan

Tutors: Cinzia Fabbri, Anna Dalprà, Luisa Giovannini, Cristina Mechini, Rosa Pacifico, Giuseppe Savino

  • Qual è la ricetta per un buon training: costruiamo un percorso strutturato e i relativi strumenti 

Suddivisione in 4 gruppi di lavoro con discussione interattiva e produzione di documentazione

Tutors: Cinzia Fabbri, Anna Dalprà, Luisa Giovannini, Cristina Mechini, Rosa Pacifico, Giuseppe Savino

  • Mandato n.1: chi insegna al paziente. e partner, quali competenze, dove si esegue e con quali modalità Formative, quanto dura la formazione
  • Mandato n.3: chi valuta e quali strumenti di valutazione utilizza
  • Mandato n.2: quali argomenti si devono insegnare
  • Il percorso del training: modelli e strumenti
    Esperienze a confronto: Bologna, Trento, Siena
  • 022   Training ai pazienti portatori di catetere peritoneale per la valutazione dei segni e sintomi precoci d’infezione dell’exit site
  • 016   Mangiare giusto con gusto
  • Come far crescere la Dialisi Peritoneale? Qual è il fulcro del problema?
    Cinzia Fabbri
  • L’informatizzazione ci può aiutare?
    Francesco Miele
  • Nel futuro dei nostri pazienti che parte ha l’emodialisi domiciliare? Un’indagine sulla penetrazione in Italia
    Anna Dalprà, Luisa Giovannini
  • Il training in dialisi peritoneale. Passato, presente e futuro.
    Mechini Cristina, Nefrologia Dialisi e Trapianto, SIENA
  • Esperienza di emodialisi domiciliare
    Ospedale G. Bosco Torino
    Policlinico di Bari

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